Piantumazione e primo anno di vita

Il portainnesto scelto è stato “Mirabolano 29C”

Le varietà innestate sono Bella d’ Imola – asprigna, precoce, produttiva

………………………………..Portici – dolce, produttiva

La piantumazione è stata fatta nel mese di dicembre; subito dopo l’ astone principale è stato tagliato ad un’ altezza di circa 50-60 cm.

Nei primi anni ho deciso di lasciare inerbito tra le file ed ho fresato sulla fila.

A fine febbraio ho concimato con circa 7 gr di azoto per singola pianta, interrandolo.

In aprile ho tolto i rami nati nella parte bassa del tronco fino ad un’ altezza di cm 40.

In luglio ho ripetuto questa operazione ed inoltre ho eliminato tutti i rami nati al piede della pianta che le sottraggono sostanza e acqua.

All’ inizio di settembre ho potato i rami in modo da impostare la forma a palmetta, lasciando un centrale e due laterali, uno a destra ed uno a sinistra, che sono andati a formare lo scheletro della futura pianta.

 

Operazioni che vanno ripetute annualmente.

Nei mesi invernali le piante vengono trattate con rame perchè la caduta delle foglie comporta delle micro lesioni che potrebbero causare malattie. Ho sempre fatto due trattamenti: il primo ad inizio caduta foglie (quando ne sono cadute circa il 20%) ed il secondo a fine caduta foglie (quando la caduta riguarda l’ 80% ).

Essendo due trattamenti a breve distanza ho sempre dimezzato la quantità di rame consigliata, per cui se la dose consigliata è gr 500, ne uso gr 250 nel primo trattamento e gr 250 nel secondo.

A fine gennaio-inizio febbraio ripeto il trattamento con rame.

Nei mesi di marzo-aprile si controllano eventuali attacchi di afidi, contro i quali si può intervenire con del piretro che è un insetticida naturale. Io ho sempre preferito eliminare qualche punta di ramo con le forbici ed attendere l’ arrivo delle coccinelle.

Da marzo fino al momento della raccolta, per il controllo della monilia si fanno dei trattamenti con zolfo oppure, a mio parere più efficace, con del polisolfuro di calcio.

E’ vivamente consigliata l’ eliminazione di eventuali rami, almeno quelli di piccole dimensioni, colpiti da monilia (sono secchi e c’ è presenza di pece) che devono assolutamente essere allontanati dal frutteto perchè potrebbero propagare il fungo.

Da circa metà aprile, quando il frutticino è grande come una mandorla e fino a che il nocciolo interno non è diventato legnoso, c’ è da compiere una importante azione: il diradamento. Tra un frutto e l’ altro deve esserci spazio sufficiente all’ ingrossamento di entrambi i frutticini. Perchè tale operazione riesca bene è necessaria una certa esperienza: i primi anni capita di ripetere questa operazione più volte poiché con il passare dei giorni ci si rende conto che lo spazio lasciato non è sufficiente e quindi si è costretti ad effettuare un ulteriore diradamento.

Per quanto riguarda l’ Anarsia, causa del verme all’ interno della frutta, è opportuno installare nel frutteto delle trappole che consentono di controllare il numero delle catture.

Quando le catture di Anarsia superano la soglia critica bisogna trattare con il Bacillus Thuringiensis Kurstaki.

Nei primi anni ho eseguito la potatura a ridosso della fioritura (nel mese di marzo) in maniera tale che il periodo delle grosse gelate era superato e c’ erano quindi meno pericoli per i tagli.

Ora la potatura viene effettuata nei mesi di gennaio-febbraio.